tra sacro e sacro monte
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Cappella Xiv
sala
  • AMEN
    AMEN
    07/07/2022
    21:00
  • MANI BUCATE. FRANCESCO IL POVERELLO CHE RICEVETTE LE STIMMATE
    MANI BUCATE. FRANCESCO IL POV...
    14/07/2022
    21:00
  • STUDIO SU HILDEGARD VON BINGEN
    STUDIO SU HILDEGARD VON BINGEN
    21/07/2022
    21:00
  • PASOLINI. UNA STORIA ROMANA
    PASOLINI. UNA STORIA ROMANA
    28/07/2022
    21:00
  • AMEN

    90 min

    Lingua: Italiano

    Cast: Massimo Recalcati, Marco Foschi, Federica Fracassi, Danilo Nigrelli

    Trama: L’unico modo per combattere la morte, è cantare un inno alla vita. L’unico modo per ricominciare, oggi, è farlo con forza” AMEN, testo rivelazione scritto da Massimo Recalcati durante la pandemia per aiutarci a uscire dal buio e tornare alla luce ha già coinvolto e sconvolto il pubblico di Spoleto, Napoli, Milano e Pordenone e ora arriva al Sacromonte con un trio di attori straordinari Marco Foschi, Federica Fracassi e Danilo Nigrelli, pluripremiati e oggi tra i più amati dalla critica e dal pubblico. Il linguaggio potente del testo incontra lo stile altrettanto forte del regista Valter Malosti, appena nominato direttore di ERT e in evidente stato di grazia artistica. Il progetto sonoro è del visionario Gup Alcaro, già premio Ubu, da quindici anni al fianco di Malosti nelle sue sperimentazioni. Accanto a lui il compositore e chitarrista Paolo Spaccamonti, uno dei più originali musicisti della scena musicale avantrock, noto anche a livello internazionale. “AMEN è voci, è musiche, ma anche corpo, parto, fatto fisico che arriva addosso, travolge e trascina fuori dagli incubi. AMEN è un grumo che si crea dentro e poi si scioglie, e lascia al suo po- sto un’energia, una voglia di vivere, e ci libera.” Così riassume lo spettacolo Andreè Ruth Shammah, anima del teatro Franco Parenti, che produce questo lavoro.

  • MANI BUCATE. FRANCESCO IL POVERELLO CHE RICEVETTE LE STIMMATE

    90 min

    Lingua: Italiano

    Cast: Giovanni Scifoni

    Trama: Torna al Sacro Monte ricco dei successi teatrali e televisivi uno degli interpreti tra i più geniali degli ultimi anni Giovanni Scifoni che così descrive per Tra Sacro e Sacro Monte questo suo lavoro: “Come si fa a parlare di San Francesco D’Assisi senza essere mostruosamente banali? Come farò a mettere in scena questo spettacolo senza che sembri una canzone di Jovanotti? Se chiedo a un ateo anticlericale “dimmi un santo che ti piace”, lui dirà: Francesco. Perchéé tutti conoscono San Francesco? Perchéé sono stati scritti decine di migliaia di testi su di lui? Perché è così irresistibile? E perchéé proprio lui? Non era l’unico a praticare il pauperismo. In quell'epoca era pieno di santi e movimenti eretici che avevano fatto la stessa scelta estrema, che aveva di speciale questo coatto di periferia piccolo borghese mezzo frikkettone che lascia tutto per diventare straccione? Aveva di speciale che era un artista. Forse il più grande della storia. Il monologo, orchestrato con le laudi medievali e gli strumenti antichi di Luciano di Giandomenico, Maurizio Picchiò e Stefano Carloncelli, si interroga sull’enorme potere persuasivo che genera su noi contemporanei la figura pop di Francesco, e percorre la vita del poverello di Assisi e il suo sforzo ossessivo di raccontare il mistero di Dio in ogni forma, fino al logoramento fisico che lo porterà alla morte, dalla predica ai porci fino alla composizione del cantico delle creature, il primo componimento lirico in volgare italiano della storia, Francesco canta la bellezza di frate sole dal buio della sua cella, cieco e devastato dalla malattia. Nessuno nella storia ha raccontato Dio con tanta geniale creatività. Santa creatività. Il vero problema è che Francesco era un attore molto più bravo di me.”

  • STUDIO SU HILDEGARD VON BINGEN

    90 min

    Lingua: Italiano

    Cast: Marco Cacciola

    Trama: Nata nell’estate del 1098 a Bermersheim vor der Hohe nel cuore del Sacro Romano Impero, posta in un tempo segnato dall’incombere di nubi sempre più buie – scismi, antipapi, imperatori, eresie, crociate - la Sibilla del Reno ha nel suo nome il dono solenne della forza: Hildegard, “colei che protegge combattendo”. Mistica, teologa, guaritrice, naturalista, cosmologa, gemmologa, poetessa, drammaturga, musicista. Hildegard scrive il Liber Scivias nel 1141, all’età di 42 anni e sette mesi, raccogliendo in quelle pagine le visioni che la abitano fin dai primi anni della sua infanzia: una nuova Storia del Mondo, per la prima volta scritta da una donna, Antico e Nuovo Testamento, una nuova Apocalisse, 26 Visioni dalla Creazione del Cosmo alla Caduta di Adamo, dalla venuta del Figlio all’enorme Verme Nero su cui balla una folla posseduta, in festa, dal corpo di una Chiesa divenuta Gigantessa al racconto della Fine dei Tempi. Il Liber Scivias è però l’unico in cui la scrittura si spinge oltre la parola per diventare immagine, attraverso le miniature, create sotto la supervisione di Hildegard, che accompagnano l’opera. “Grida, dunque, e scrivi così”: queste le parole della “voce che viene dal Cielo” che chiudono la prefazione dello Scivias. Parole che come fiamme scendono dentro il quadrato spoglio di una stanza monacale, avvolgono il volto di Hildegard e la battezzano allo stesso tempo nuovo Mosè e roveto ardente, Parola e Creatura, Fiume e Incendio. “Grida, dunque, e scrivi”. Federica Rosellini, una delle più interessanti artiste della nuova generazione, per la prima volta al festival, ci accompagna con la sua voce in questo studio su Hildegarda nato proprio per questa edizione di Tra Sacro E Sacro Monte.

  • PASOLINI. UNA STORIA ROMANA

    90 min

    Lingua: Italiano

    Cast: Massimo Popolizio, Giovanna Famulari

    Trama: La magistrale interpretazione di Popolizio intreccia il racconto biografico di Pasolini, dal suo arrivo nella città eterna nei primi anni cinquanta fino alla sua tragica morte nel 1975, con i più celebri testi dell’autore. Attraverso Ragazzi di Vita e Una Vita Violenta abitiamo la realtà post-bellica delle borgate romane e dei ragazzi che le popolano, siamo immersi in uno spaccato di periferia intrisa di povertà assoluta ma anche di geniali ed esilaranti espedienti per tirare a campare tipici dello spirito goliarda e spensierato dei suoi abitanti. Ascoltando poi le poesie e i brani dalle raccolte Religione del mio Tempo e Scritti Corsari rimaniamo sopraffatti perchéé il poeta “profeta”, da immenso intellettuale qual è stato, attraverso la critica al perbenismo e conformismo del suo tempo individua in maniera lucida e spietata le responsabilità del degrado culturale che ancora oggi ci circonda. In Pasolini però il senso del tragico e quello del comico non si oppongono mai ma si trasformano ed è grazie a questo miracolo e all’aiuto dello struggente violoncello di Giovanna Famulari che possiamo assistere ad una serata veramente irripetibile e al ritorno al Sacro Monte di uno dei maggiori interpreti della scena italiana come Massimo Popolizio.

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